Record: le chiese di Cocquio Trevisago sul foglio della Messa
Quando la fede e la bellezza architettonica conquistano la Diocesi: il record di Cocquio Trevisago


Esistono coincidenze che sembrano quasi custodire un significato speciale, piccoli segni capaci di unire la vita di una comunità parrocchiale ai grandi canali di diffusione diocesana. È quanto accaduto all’inizio del 2025 alla Comunità Pastorale di Cocquio Trevisago, protagonista di un evento a dir poco eccezionale sul celebre foglio della Messa del Rito Ambrosiano (“Celebriamo la S. Messa”).

In un panorama in cui la rotazione delle chiese illustrate sulle copertine del foglietto liturgico segue criteri di vastissima rappresentanza territoriale – spesso vedendo una singola parrocchia apparire raramente nel corso degli anni –, la comunità di Cocquio Trevisago ha fatto registrare un vero e proprio record statistico: ben quattro pubblicazioni ravvicinate dedicate alle chiese del territorio.

Le quattro meraviglie pubblicate sul foglio della Messa
Un traguardo che assume contorni ancora più suggestivi se collegato al vissuto personale e ai momenti di grazia vissuti proprio in quel torno di tempo, suggellato dalle nozze celebrate nella comunità. Le immagini che hanno impreziosito le copertine domenicali del settimanale liturgico ambrosiano mettono in luce la ricchezza storico-artistica e spirituale delle chiese locali:
- 12 gennaio 2025 (Battesimo del Signore): La chiesa di S. Andrea, Cocquio Trevisago (Va).
- 23 febbraio 2025 (Penultima dopo l’Epifania): La chiesa dell’Annunciazione B.V.M., Cocquio Trevisago (Va), incorniciata da un suggestivo scorcio con arcobaleno.
- 9 febbraio 2025 (V dopo l’Epifania): La chiesa della Purificazione B.V.M., Cocquio Trevisago (Va).
- 27 aprile 2025 (Domenica della Divina Misericordia / II di Pasqua): La chiesa di S. Bartolomeo, Cocquio Trevisago (Va).
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La chiesa di S. Bartolomeo a Cocquio Trevisago (Va) sulla copertina del foglietto liturgico del 27 aprile 2025.
Un’eccezione che fa scuola dopo molti anni
Confrontando questa frequenza con la prassi consolidata del foglio della Messa negli ultimi vent’anni, la concentrazione di ben quattro copertine dedicate alla stessa comunità pastorale in pochissimi mesi rappresenta un’eccezione pressoché unica. Un riconoscimento implicito non solo alla bellezza e alla cura degli edifici sacri del varesotto, ma anche alla vivacità di una comunità capace di farsi custodire e raccontare attraverso la liturgia e l’arte.
Un ricordo indelebile, impresso nero su bianco (e a colori sulle copertine liturgiche), che continua a risuonare nel cuore di chi vive quotidianamente questi luoghi di preghiera e di identità.
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