
Comunità Pastorale Cocquio Trevisago cenni storici
Parrocchia Sant’ Andrea

Un primo edificio preromanico dedicato a Sant’Andrea fu costruito prima dell’anno 1000, successivamente è qui censito un contiguo convento dell’ordine degli Umiliati intorno al 1400, presente fino allo scioglimento nel 1571 dopo il tentato omicidio di S. Carlo.
Originariamente la chiesa era a unica navata con tetto ma senza soffitto e pavimento polveroso, forse eretto sull’asse Nord-Sud perpendicolare alla struttura odierna, e resa poi inagibile dalla visita di Federigo Borromeo nel 1596.
Le famiglie dell’antica Trevisago che non amavano unirsi alla popolazione di Cocquio per le celebrazioni, si spostavano per le funzioni fino alla parrocchia di Besozzo, con il rischio di subire furti durante la loro assenza. Per questo motivo nel 1605 ottennero dal cardinale Borromeo di poter erigere la propria chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Andrea.
L’edificio è ad aula unica a croce latina, con battistero, ampia cupola, coro e abside semicircolare al cui fianco si innalza il campanile con capitelli corinzi nella cella campanaria e copertura in rame. Un’importante ristrutturazione avvenne intorno all’anno 2000 grazie all’operato e le donazioni di Don Luigi Colnaghi.
Sulla facciata una lapide del 1985 ricorda cinque artisti varesini che hanno dedicato tempo per realizzare il portone, le sculture sulla facciata, la Via Crucis, tra loro anche il pittore locale Innocente Salvini: sue sono la grande tela sul lato della navata rappresentante Il Processo a Gesù e le due tele di fronte, La Fuga d’Egitto e il Sacrificio di Adamo, oltre ad altri affreschi.
Parrocchia della Beata Vergine Assunta

Cenni storici
Al seguente link della Regione Lombardia: https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8115054/
Chiesa San Bartolomeo

Storia dell’Oratorio di San Bartolomeo
Le origini dell’oratorio risalgono al XIII secolo, quando Goffredo da Bussero cita la pieve di Brebbia come centro religioso della zona. In quel periodo, la famiglia Besozzi di Laveno deteneva il feudo locale.
Nel Quattrocento, l’oratorio fu affidato alla cura spirituale dei frati umiliati del convento di S. Andrea, che lo gestirono fino alla soppressione dell’ordine nel 1571. Successivamente, passò sotto il controllo dei canonici lateranensi di S. Andrea, già presenti a Cocquio, e fu incluso nel territorio del Ducato di Milano.
L’edificio, a navata unica con campanile a vela, presenta una struttura semplice ma suggestiva. Sopra l’ingresso si trova un affresco raffigurante San Bartolomeo, mentre all’interno è conservato un Crocifisso databile alla fine del Cinquecento, probabilmente opera di un artista vicino a Federico Borromeo.

Nel tempo, la chiesa ha mantenuto la sua struttura originaria, con interventi di restauro e ampliamento. L’ultimo significativo risale agli inizi del Novecento, grazie all’impegno di Don Luigi Colnaghi.
Chiesa della Purificazione

Considerata la chiesa più antica di Cocquio, è stata costruita su un altro edificio più piccolo e più basso, probabilmente della prima metà del XII secolo.
Il campanile, visibile da lontano, emerge dai vicoli del centro e ha un’evidente struttura romanica: il fusto ritmato con cornici orizzontali e la disposizione delle aperture — una feritoia in basso, una monofora al piano superiore e probabilmente una bifora nella parte alta, che è stata modificata per inserire la cella campanaria.

Costruita a navata unica con un battistero, come descritto da Carlo Borromeo nel 1581, si notano segni di un ampliamento quattrocentesco con la realizzazione della facciata a capanna, cappelle laterali e ornature strutturali esterne in stile gotico con archetti in mattone con elementi posizionati di spigolo a formare un motivo a dente di sega.
Tra il ‘500 e il ‘600 la famiglia più influente in questa zona erano i Besozzi: si nota lo stemma con l’aquila coronata in un capitello nel sagrato sul lato della casa parrocchiale. In quel piccolo giardino cintato vi era il cimitero, motivo per cui probabilmente fu costruita in periferia del nucleo abitato.
Nei secoli fu ristrutturato l’altare e sostituito il battistero, ma non vi sono più tracce di antiche preziose tele, tra cui quella della Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, noto anche come Purificazione della Vergine, che dà il nome alla chiesa.