Alla Ricerca della Felicità
Alla Ricerca della Felicità:
Tre Incontri e un Cammino di Quaresima
Cosa cerchiamo davvero quando diciamo di voler essere felici? Spesso la risposta sembra sfuggirci, nascosta tra le distrazioni del quotidiano o le promesse illusorie di una gratificazione immediata.
In occasione della Prima Domenica di Quaresima 2026 e dell’anniversario della morte di p. Oreste Cerri, vogliamo riflettere su tre profili umani che tutti, prima o poi, incontriamo (o in cui ci specchiamo): lo sciocco, l’arrogante e l’uomo grigio.

1. Lo Sciocco e l’illusione del consumo
Lo sciocco crede che la felicità sia una merce, qualcosa da mangiare o comprare al mercato. Il tentatore lo convince che accumulare piaceri — cibo, bevande, godimento — sia la chiave di tutto. Ma la realtà è amara: più consuma, più resta infelice e affamato.
* La lezione: Non di solo pane vivrà l’uomo.

2. L’Arrogante e la pretesa del diritto
L’arrogante vive la felicità come un credito che il mondo gli deve. Vuole essere servito, vuole il potere e la gloria, arrivando a vendere l’anima per ottenerli. Il risultato? Una solitudine disperata e insopportabile.
* La lezione: La gioia non nasce dalla pretesa, ma dalla disponibilità a servire e dal prendersi cura degli altri.

3. L’Uomo Grigio e il rifiuto della speranza
L’uomo grigio ha perso il colore della vita. Crede che la felicità sia solo una favola e che siamo al mondo solo per morire. Diffida di Dio perché teme che ogni dono nasconda un prezzo troppo alto.
* La lezione: Bisogna lasciarsi riconciliare con Dio per riscoprire il segreto della gioia condivisa.
Il Programma di Quaresima 2026: Tre Azioni Concrete

Per non cadere in queste trappole, il testo ci suggerisce una “ricetta” pratica per trasformare il nostro cammino verso la Pasqua:
* Il Silenzio e il Digiuno:
Per rispondere alla “sciocchezza” del consumo eccessivo e riscoprire la Parola che nutre.
* Il Servizio:
Per smontare l’arroganza e testimoniare che c’è più gioia nel dare che nel pretendere.
* L’Amicizia e lo Splendore:
Per colorare il grigiore con la sincerità dei rapporti e la luce della grazia di Dio.
Lasciamoci trafiggere dalla gioia. La felicità non è un oggetto da possedere, ma un miracolo da accogliere e una promessa da vivere pienamente.
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